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La checklist per chiarirti le idee prima di scrivere un prompt.

I 3 elementi che ti chiariscono cosa vuoi, più 2 in piu che non si dicono mai.

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Il tuo problema con l'intelligenza artificiale non è che non sai usarla. È che non sai cosa vuoi. Il collo di bottiglia principale, quando le idee non sono chiare, non è la competenza tecnica: è che spesso pensiamo di avere le idee chiare in testa, e non è così finché non proviamo a scriverle.

Questa guida non è un elenco di trucchi. È un metodo in cinque punti, con il perché funziona ognuno, due esempi in settori diversi, e l'errore più comune da evitare.

1. Obiettivo

Cosa vuoi ottenere davvero, non genericamente cosa vuoi che scriva. "Un post per il lancio" non è un obiettivo, è un formato. "Un post che convinca chi mi segue da mesi a comprare oggi" è un obiettivo: dice il risultato, non l'attività. Un obiettivo preciso guida ogni scelta successiva del modello.

2. Destinatario

Chi è quella mail, per chi è quel piano, chi è la persona per cui stai scrivendo. Non basta il ruolo generico ("un cliente"): più il destinatario è specifico, meno il modello deve indovinare tono e livello. Lo stesso messaggio, per due persone diverse, va scritto in due modi diversi.

3. Formato

Lunghezza, tono e struttura. Il formato non è un dettaglio estetico: è la differenza tra una risposta che usi subito e una che devi ancora lavorare. Se non lo dici, il modello sceglie un formato medio, che va bene ovunque e quindi non serve granché da nessuna parte.

4. Vincoli (il primo bonus)

Oltre a dire cosa vuoi, dì sempre cosa NON vuoi: parole vietate, promesse che non puoi mantenere, toni da evitare. È più facile per il modello rispettare un divieto esplicito che indovinare una preferenza vaga.

5. Contesto (il secondo bonus)

Un dettaglio che il modello non può sapere da solo: un nome, un numero, una cosa già provata e scartata, un vincolo del tuo settore. Il contesto che manca è il motivo numero uno delle risposte generiche: non perché il modello sia scarso, ma perché non ha modo di indovinarlo.

Nel PDF trovi per ognuno dei 5 punti due esempi concreti in settori diversi, l'errore più comune da evitare, e un esercizio guidato per riscrivere una tua richiesta vera, punto per punto.

Passo successivo

Ora hai la checklist completa. Il passo successivo è farla diventare un'abitudine.

Usi già qualche strumento AI, ma il lavoro vero lo fai ancora tu. Ho lanciato un affiancamento 1:1 per cambiare esattamente questo: costruito sul tuo lavoro, non sola teoria. Non lavoro con tutti: prima guardo il tuo caso e ti dico onestamente se posso aiutarti.

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